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Il disertoreUscito nel 1961 Il disertore di Giuseppe Dessì è considerato una delle sue prove più mature Al di là dell'esperienza umana del protagonista un dise. Tra pochi mesi ricorrerà il centenario della fine della prima guerra mondiale rigorosamente con le minuscole per coerenza con uanto scritto nel commento a Un anno sull'altipiano di Lussu e celebrazioni e discorsoni si sprecheranno in ogni dove Ma è solo calandosi in un racconto ambientato nell'epoca che si possono afferrare le dovute riflessioni e fa davvero uno strano effetto leggere di un'Italia così diversa eppure così uguale a uella di oggi E in aggiunta è sempre un piacere tornare agli aspri paesaggi dei monti sardi in uesta lettura ho ritrovato proprio come mi aspettavo gli stessi panorami di Paese d'ombre e di Padre padrone e anche della trilogia della Stirpe La trama è proprio uella di un breve racconto se da un lato le informazioni ufficiali sui due figli di Mariangela Eca li dànno uno caduto e il secondo per disperso dall'altro lato l'anziana madre condivide con il viceparroco un terribile segreto circa il vero destino del figlio dato per disperso E uesti due anziani restano avvinti in una implicita congiura del silenzio come in una specie di ragnatela che li paralizza psicologicamente ma che è pure frutto di precise riflessioni e scelte e prese di posizione I principali temi trattati sono l'ingiustizia e l'inutilità della guerra contro cui vanno a schiantarsi la semplicità e l'ignoranza della povera gente; il modo in cui la guerra arriva a devastare e snaturare non solo fisicamente ma anche e soprattutto psicologicamente coloro che la guerra non l'hanno voluta non l'hanno cercata L'elaborazione del dolore e del lutto fatti strettamente privati la cui elaborazione li trasforma però in faccende pubbliche E l'insinuarsi della chiesa e della politica e in special modo dei fasci in uesta fessura tra privato e pubblico A fianco di uesti temi come già altri hanno giustamente osservato menzione speciale va ad un altro protagonista del racconto il silenzio o ancor meglio il bisogno di silenzio Sebbene nella finzione narrativa sia Mariangela a sentire bisogno di silenzio la fine di tutti i discorsi di tutte le sciocchezze che si ripetevano sui giovani morti io credo che in ueste pagine Dessì abbia voluto esprimere in maniera non troppo plateale un suo personale e profondo bisogno far tacere gli sproloui e i rumori sentire il silenzio all'imbrunire dopo che la piazza si è svuotata o ancora il silenzio autunnale sul versante ombrìo della montagna Dessì con la sua scrittura sempre elegante e pacata fa vivere nelle sue pagine personaggi comuni come se ne trovano in ogni paese di provincia ognuno con i suoi pregi i suoi difetti e le sue motivazioni e il suo lavorìo interiore Non so se si possa definire la prova più matura di Dessì ma di certo ui c'è la prova di una conferma uesto agile racconto ha la stessa densità lo stesso peso specifico di un'opera più imponente e complessa uale il suo eccellente Paese d'ombre

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Rtore della Grande Guerra emergono il contrastoconflitto fra la morale individuale e il senso del dovere ricorrente nelle situazioni belliche e il ritr. SilenzioÈ lui secondo me il principale protagonista di uesto romanzo il silenziouello che avvolge e scende dalla montagna che grava spietato sui personaggi che incombe indifferente sulle vicissitudini umaneE di silenzio è fatta la straordinaria figura di madre che seppur minuta e pressoché anonima nel suo abito di lutto perenne campeggia tra ueste pagine con il proprio muto dolore più assordante di tanti inutili discorsi A lei Mariangela riuscito esempio di mater dolorosa si contrappone la figura di prete Coi che invece in uella dimensione volutamente orfana di parole ci sta stretto e cerca allora di spezzarla convinto che sia possibile; ma anche lui a uel silenzio si dovrà piegare convincendosi che alla fine sia meglio tacereMi è tornata alla mente la madre dell’omonimo romanzo di Grazia Deledda una figura anch’essa imponente e tragica scaturita dalla penna del nostro Premio Nobel meno di cinuant’anni prima Tuttavia uella de “Il disertore” è ancor più evocativa ancor più impressionante forse proprio per via di uel dolore silenzioso e composto che riempirà la vita della donna fino all’ultimo dei suoi giorni e serberà in eterno il suo segreto Già perché il silenzio sarà tutto ciò che infine resterà al di là del tempo nella vecchia capanna sul monte custode di una tomba così come per le vie polverose e inuiete del piccolo paese attorno al monumento ai caduti che dopo tanto vacuo parlare strepitare urlare sarà esso stesso silenzio profondo silenzioSullo sfondo la Sardegna dell’immediato primo dopoguerra della uale l’autore da buon isolano non si dimentica nei lunghi anni trascorsi nel continente un’isola con le sue realtà agropastorale e mineraria le sue tensioni sociali gli scontri tra rossi e neri l’avanzata del fascismo a suon di bastonate e olio di ricinoUn piccolo capolavoro con cui Dessì del uale già avevo letto e apprezzato moltissimo il più famoso “Paese d’ombre” si conferma un grande narratore E anche una lettura ricca di spunti di riflessione manco a farlo apposta a cent’anni dall’entrata dell’Italia nella Grande guerra

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review Il disertore × eBook or Kindle ePUB Ü Uscito nel 1961 Il disertore di Giuseppe Dessì è considerato una delle sue prove più mature Al di là dell'esperienza umana del protagonista un disertore della Grande Guerra emergono il contrastoconflitto fra la morale individuale e il senso del dovere ricorrente nelle situazioni belliche e Atto di certo ambiente sardo d'inizio secolo diviso fra l'adesione al patriottismo della Nazione e l'attaccamento alla famiglia e alla cultura degli av. Mario Segantini La Fascina Raccolta della legna 1910 ca Un breve romanzo ma intenso Poche parole ma essenziali come si addice a Mariangela una figura scarna ma determinata e dai forti sentimenti materni benché piccola era forte resistente ostinata con gli occhi vivi e ironici nel silenzio Mariangela non esternava i propri sentimenti; detestava i rumori le parole pompose e retoriche; amava i silenzi e la solitudine in se stessa nella sua casa nella sua terra con i suoi affetti Ritornò il silenzio di prima Tutte le parole erano superflue inutili Tutto era chiaro e tutto si capiva senza bisogno di paroleAmbientato nel primo dopoguerra in un paesino isolato dell'entroterra sardo le figure ne interpretano varie umanità persone dai tratti ben delineati che con i loro particolari problemi e atteggiamenti rappresentano i dubbi e le ribellioni generali le contraddizioni tra le logiche dei pensieri e le irrazionalità dei comportamenti uelli del soldato della madre del prete del medico in una società ancorata a superstizioni e alla fede incondizionata ai piani divini Ne risulta un uadro delicato ma forte grazie alla sensibilità e alla bravura del suo autore Giuseppe Dessì che ho apprezzato attraverso uesta buona prova Tutto aveva cessato di avere importanza all'infuori del ricordo Anche se continuava a vivere giorno per giorno a fare i soliti lavori a portare da Baddimanna come sempre pesanti fasci di legna che vendeva per mezza pezza cioè venticinue centesimi come prima della guerra solo il ricordo contava